20 gennaio 2011

http://rgopportunity.wordpress.com/2011/01/18/hello-world/

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12 luglio 2010

I Mondiali dalla A alla Z

Il Mondiale è ormai alle spalle: i 30 giorni di calcio hanno però lasciato uno strascico indelebile nei ricordi di tutti gli appassionati. Proviamo a riviverlo in un ipotetico alfabeto, dalla A alla Z.

A COME AFRICA. È la prima volta che il mondiale arriva in Africa. Come è stato sottolineato nella cerimonia di apertura il calcio va alle origini dell'uomo. Nel continente più vecchio del mondo. Tra semplicità e passione il Continente nero è stato protagonista sia nella cerimonia d'apertura che in quella di chiusura. Come ha cantato Shakira nell'inno dei mondiali 'It's time for Africa’.

B COME BUFFON. Il portierone azzurro che ha giocato solo il primo tempo contro il Paraguay per colpa dell'ernia, cui poi è stato operato pochissimi giorni or sono. La sua assenza, insieme a quella di Pirlo, è stata decisiva per la Nazionale. L'estremo difensore bianconero è stato sostituito da Marchetti che però non è sembrato all'altezza, e forse non poteva che essere così. In questo mondiale in cui i portieri, Jabulani o non Jabulani, non sono certo stati dei numeri uno, Gigi Buffon è davvero mancato.

C COME CAPELLO. Don Fabio è uno dei grandi sconfitti di Sudafrica 2010. Svista arbitrale contro la Germania a parte, l'Inghilterra ha passato il primo turno per il rotto della cuffia, ma poi non è mai decollata. Capello era arrivato al mondiale per vincerlo e invece se n'è dovuto tornare 'back home' con la coda tra le gambe dopo un poker di reti subite dai tedeschi. Gli rimane solo il portafoglio gonfio dell'ingaggio che però dovrà pagare a suon di polemiche sui tabloid inglesi.

D COME DIEGO ARMANDO MARADONA. Prima vittorioso, poi sconfitto. Diego è stato uno dei personaggi del mondiale. Il pibe de oro è sembrato un grande uomo spogliatoio, ma poco tecnico e poco stratega nel mettere in campo l'Argentina. E non solo perchè ha lasciato a casa Zanetti e Cambiasso e ha relegato in panchina Milito, ma perché non è riuscito a leggere la gara contro la Germania nella quale ha rimediato quattro gol e una figuraccia. A salvarlo solo la sua simpatia - tanto che è stato accolto in patria da trionfatore - e un completo grigio che, sebbene in Italia non sia più di moda, ormai va a ruba nelle migliori vetrine di Buenos Aires.

E COME ESPANA. I campeones. Gli unici favoriti sopravvissuti dopo le debacle di Brasile, Argentina, Italia e Germania. E proprio nella semifinale contro i tedeschi le furie rosse hanno mostrato tutto il loro potenziale: quel tiquete taquete che fa impazzire i veri cultori del pallone. Se proprio si vuole trovare un difetto alla Roja è quello di piacersi troppo, di non tirare mai e di voler entrare in porta con la palla. Dopo l'Europeo del 2008 la Spagna concede il bis e vince il mondiale di Sudafrica 2010 meritando ed esprimendo il miglior gioco visto in un torneo che, però, non è stato eccezionale dal punto di vista tecnico.

F COME FRANCIA. Insieme all'Italia è la grande delusione di Sudafrica 2010. È la prima volta che le due finaliste del mondiale precedente non si qualificano alla seconda fase. Una squadra con discreti giocatori che però non ha mai avuto un gioco. Undici solisti che non hanno mai fatto gruppo. E quando i Bleus gruppo l'hanno fatto è stato per scontrarsi contro monsieur 'antipatia' Domenech: i litigi (eufemismo) di spogliatoio hanno fatto il resto, consumando un vero e proprio dramma nazionale.

G COME GHANA. L'unica 'sorella' africana ad aver salvato il Continente nero arrivando ai quarti di finale. Sfiorando davvero di pochissimo la semifinale. Ma una traversa ha scritto la parola 'no' alla prima volta di una squadra africana nelle prime quattro del mondo. Contro l'Uruguay, in uno dei match più incredibili della storia del mondiale, Asamoah Gyan ha infranto al 120' i sogni di un continente intero sbagliando clamorosamente il rigore, fischiato per un fallo di mano dell'uruguagio Suarez sulla linea di porta. Molti pianti e tanti rimpianti. Ma il giorno dopo arriva la medaglia di consolazione: l'incontro con Nelson Mandela. Le black stars sono comunque nella storia.

H COME HONDA. Con il suo mancino alla Pirlo ha trascinato il Giappone agli ottavi, sfiorando i quarti. Solo i rigori hanno fermato l'ascesa del calcio del sol levante. Sull'(H)onda di Nakata e Nakamura potrebbe approdare ad un grande palcoscenico europeo dopo le buone prove con il Cska di Mosca. Il calcio mercato di questi giorni lo blandisce. E addirittura si parla di un interesse di Berlusconi che lo vorrebbe al Milan.

I COME ITALIA. Gli occhi di Cannavaro che prima della finale Olanda-Spagna restituiscono la coppa conquistata a Berlino quattro anni fa descrivono il mondiale degli Azzurri. La coppa passa ai nostri vicini della Spagna. Ma l'undici di Lippi ha fatto davvero il peggior mondiale della storia. Neanche l'alibi, come per la Francia, della rottura all'interno dello spogliatoio. Prima della seconda e della terza partita del girone erano in molti a sperare in un mundial tipo Spagna '82: partenza fiacca e poi grande vittoria. Ma allora, contro Argentina e Brasile, scoccò la scintilla. Viceversa, in questa Nazionale non c'era nessuna lampadina che potesse accendersi.

J COME JABULANI. È il pallone dei mondiali che ha suscitato più polemiche. Tanti sostengono che disegni traiettorie imprevedibili. È probabile che una volta in aria scenda con difficoltà rispetto agli altri palloni. Oltretutto la rarefazione dell'aria dovuta all'altura del Sudafrica può aver velocizzato alcuni tiri. Ma è più probabile che sia stato un grande alibi per portieri non proprio di livello mondiale. Per Olanda-Spagna è stato rinominato Jòbulani per celebrare la città della finale, Johannesburg. 

K COME KLOSE. È al suo terzo mondiale ed eguaglia il record di 14 gol di Gerd Mueller e si ferma a meno uno dai 15 di Ronaldo, primo assoluto nella storia dei mondiali. In una squadra con tanti giovani fa da chioccia e la butta dentro di testa, di piede, al volo e da terra. Aveva un'ottima ragione per giocare la finalina contro l'Uruguay, ma Lowe lo sacrifica in panchina in nome dello spirito del gruppo regalando scampoli di mondiale a tutta la selezione tedesca e forse anche per far vincere il titolo di capocannoniere al giovane più promettente del torneo, Thomas Mueller. Pur con una partita in meno, il bombero polacco naturalizzato tedesco, arriva a 4 gol che gli permettono di essere vicecapocannoniere del torneo.

L COME LEO MESSI. Doveva essere il suo mondiale. La pulce argentina, alla sua seconda rassegna iridata, doveva consacrare il suo talento con la maglia dell'Argentina. Maradona, paragonandolo a se stesso più volte, lo ha lasciato libero di stare in campo dove voleva. Ma quando l'Albiceleste vinceva Messi non è riuscito, pur giocando bene, a segnare. E nella partita decisiva con la Germania è stato francobollato da Podolsky che non gli ha permesso le sue celebri serpentine. Un grande talento che, al contrario di come faceva Diego, però non ha saputo caricarsi la squadra sulle spalle.

M COME MANDELA. O Madiba come lo chiamano i sudafricani. Il grande leader sudafricano aveva iniziato il mondiale con il dolore della morte della nipotina tredicenne e per questo non aveva partecipato alla cerimonia di apertura. A sorpresa e dopo non poche pressioni di cattivo gusto della Fifa - come se un uomo che ha passato 28 anni di carcere lottando contro l'apartheid si potesse far influenzare da Blatter - ha partecipato alla cerimonia di chiusura poco prima di Olanda-Spagna. A 92 anni è il simbolo dell'unione del Sudafrica. Ed è il più grande leader politico vivente. È lui l'unico vero 'invictus' del mondiale.

N COME NIKE. Aveva esordito poco prima del mondiale con lo spot tv stratosferico 'Write the futurè. Dove erano protagonisti campioni eccezionali del calibro di Drogba, Cannavaro, Rooney, Ribery, Cristiano Ronaldo. Risultato: le nazionali miseramente eliminate e i giocatori pessimi in campo. Nello spot anche Ronaldinho che neanche figurava nella Selecao carioca. E pure Roger Federer che negli ultimi anni aveva vinto Wimbledon 6 volte (di cui 5 consecutive): anche lui sbattuto fuori nei quarti di finale sull'erba londinese. Unico a salvarsi Kobe Bryant fresco vincitore del titolo Nba con i Los Angeles Lakers. Per il resto una debacle per la Nike. Che infatti, per non dare l'immagine di 'gatto nero mondiale', è dovuta ricorrere ad un crisis management puntando su nuovi spot virali mandati in Rete con le protagoniste delle semifinali: l'Olanda di Sneijder e la Spagna di Puyol. Poi a due giorni dalla finale lo spot tv decisamente pro-Oranje.

O COME OLANDA E COME ORANJE. Se l'Arancia meccanica del 1974 e del 1978 aveva tanti campioni dotati di talento e pochi operai, questa del 2010 ha tanti operai e due talenti: Robben e Sneijder. Gli Oranje sono arrivati alla finale vincendo tutte le partite del mondiale, ma la difesa non è impenetrabile. E il centrocampo non è paragonabile a quello dei palleggiatori spagnoli, ma quando il pallone viene dato ai due fenomeni - ex 'scarti' del Real Madrid - spesso e volentieri poi finisce nella rete.

P COME POLPO PAUL. È lui il fenomeno mediatico di Sudafrica 2010. Il polpo più famoso del mondo, che si è scoperto essere italiano, che dalla sua vasca di Oberhausen ha azzeccato tutti - ma proprio tutti - i risultati della Germania (sconfitta contro la Serbia compresa) accompagnandola fino alla gara contro la Spagna. Il suo acquario ha tremato quando nella semifinale ha 'scaricato' i tedeschi scegliendo gli spagnoli: in molti hanno pensato ad una mesta fine in padella accanto alle kartoffen (patate). Si è salvato predicendo - e ovviamente azzeccando - il terzo posto dei teutonici. Paul ha scommesso, e vinto, pure sulla Spagna vincitrice. Ora molti guardano al tentacolare indovino cefalopode per fare pronostici di tutti i tipi.

Q COME QUAGLIARELLA. Solo un tempo contro la Slovacchia per segnare uno dei gol più belli - e purtroppo inutile – del mondiale, con annesso gesto polemico nei confronti di Lippi. Inutile, purtroppo, anche il gol annullato per fuorigioco del pareggio del 2 a 2 che aveva fatto esplodere le case italiane. Uno dei pochi a salvarsi nella Nazionale di Lippi, tanto che al suo ritorno a Castellammare di Stabia è stato accolto da una vera e propria festa. Neanche fosse atterrato con la coppa tra le mani...

R COME RIQUELME. Non Juan, l'ex centrocampista argentino dai piedi buoni, ma Larissa. Ovvero la modella paraguayana che, grazie alle sue pose sexy durante la visione delle partite del Paraguay in una piazza di Asuncion, si è guadagnata il soprannome di 'novia (fidanzata) del mundial'. Le sue foto con il telefonino nella scollatura hanno fatto il giro dei siti di mezzo mondo. E la sua pagina personale di Facebook è passata in pochi giorni da poche migliaia a oltre 300 mila fans. Aficionados che hanno sperato nell'exploit contro la Spagna nei quarti, visto che Larissa aveva promesso lo strip integrale in caso di arrivo alle semifinali.

S COME SUDAFRICA. Deludenti come squadra, ma eccezionali come padroni di casa. C'erano molti dubbi sull'organizzazione, sulla sicurezza, sul traffico e sul fatto che un mondiale si potesse giocare in un paese dove il calcio non è lo sport nazionale.Dubbi, a detta di tutti, davvero fugati. Stadi bellissimi, mai un problema di sicurezza e il traffico c'è stato solo il primo giorno. Ha lasciato a desiderare forse un po' il gioco dei Bafana Bafana che però erano in un girone molto difficile. 64 partite organizzate alla perfezione.

T COME TRE. Non c'è due senza tre. Tre le finali dei campionati del mondo perse dall'Olanda. Dopo quelle perse dell'Arancia Meccanica del 1974 e del 1978 ecco quella di Sudafrica 2010.

U COME URUGUAY. L'Uruguay del maestro Tabarez è stata la vera squadra rivelazione del mondiale sudafricano. I gol di Forlan (non a caso eletto miglior giocatore del torneo), la difesa comandata da Lugano e la nuova mano de Dios di Suarez l'hanno trascinata alla semifinale. Anche nella finalina per il terzo posto i duri uruguagi si sono arresi solo al novantesimo alla Germania. Anche per questo la Celeste due volte campione del mondo è stata accolta al ritorno in patria da una festa d'altri tempi. E gli 'italiani' Muslera, Cavani e Gargano, pur non avendo giocato un gran mondiale, saranno pezzi pregiati del calcio mercato.

V COME VUVUZELA. È la regina del mondiale. Sua maestà la vuvuzela. Anzi le vuvuzelas: perché le trombette spaccatimpani, che arrivano a punte di 144 decibel, erano migliaia in ogni stadio sudafricano. Un fenomeno locale che però è esploso planetariamente. E se le nostre orecchie sperano che la moda non esploda anche in Italia, in Germania hanno già messo le mani avanti: all'entrata del Westafalen stadion campeggia il cartello con un grande disco rosso e il divieto di ingresso per le vuvuzela.

W COME WAKA WAKA. La canzone di Shakira è stata l'inno del mondiale sudafricano. E proprio sulle note della popstar colombiana è calato il sipario al Soccer City di Johannesburg, nella cerimonia di chiusura che ha preceduto la finale Spagna-Olanda. È in testa a tutte le classifiche del mondo avendo già venduto oltre un milione di copie. Celebre anche la sua versione parodiata su Youtube che prende in giro la disfatta della Nazionale di Lippi ('L'Italia va in waka’).

X COME XABI ALONSO e XAVI. I due centrocampisti della Spagna. Uno del Real Madrid, uno del Barcellona: le due anime della Roja. Uno basco e uno catalano. Simboli della Spagna di Del Bosque che ha unito le Comunidad che nel paese iberico costituiscono territorialità molto forti. L'ex giocatore del Liverpool è un centrocampista completo, ma in più ha il tiro. Il metronomo del Barcellona cresciuto nella cantera è un giocatore che ha una percentuale di passaggi realizzati che sfiora il 90%: dal suo piede partono e girano tutti i palloni della Spagna del tic e tac.

Y COME YOLANTHE. Ovvero la moglie di Wesley Sneijder. Simbolo di quella filosofia olandese dei giorni di riposo da passare con mogli e fidanzate. Che in Sudafrica sono fatte arrivare ai quarti. E proprio gli Oranje degli anni Settanta furono i precursori del nuovo modo, non solo di giocare al calcio - definito totale -, ma anche di vivere il ritiro: che già allora era completamente aperto alle mogli per evitare, secondo le pressioni di Cruyff e compagni, che l'eventuale divieto si trasformasse in un boomerang.

Z COME ZUMA. Il presidente sudafricano, da buon padrone di casa, ha passato quasi tutto il mese sulle tribune dei nuovi stadi per vedere le partite. Con tanto di sciarpa gialloverde ha più volte tifato per i Bafana Bafana. Noto al mondo del gossip per le sue tante mogli - e pare altrettante amanti - Zuma ha esultato perché grazie al calcio 'il mondo ora guarda al Sudafrica sotto una luce diversa. I benefici sociali non hanno prezzo. Abbiamo visto unità, patriottismo e solidarietà mai viste prima'. Insomma, Jacob Zuma applaude il suo Sudafrica, uscito vincitore, almeno dal punto di vista economico, da questi Mondiali. I 33 miliardi di rand (3,4 miliardi di euro) investiti hanno permesso la creazione di 66 mila posti di lavoro mentre le forze di polizia hanno visto l'inserimento, in via permanente, di 44 mila nuovi agenti.


Olanda-Spagna 0-1: Iniesta porta le Furie Rosse sul tetto del Mondo

Finisce 1-0 per la Spagna la finalissima del Mondiale 2010 in Sudafrica. A decidere la sfida è un gol di Iniesta all’11′ minuto del secondo tempo supplementare. Gli iberici, dopo la conquista dell’Europeo di due anni fa, centrano dunque il bis, mettendo le mani sulla prima Coppa del Mondo della loro storia. Grande delusione per gli uomini di van Marwijk: per l’Olanda si tratta della terza sconfitta in altrettante finali.

PRIMO TEMPO – Formazioni confermate rispetto alle previsioni della vigilia. Van Marwijk ripropone van der Wiel nel ruolo di esterno destro di difesa, mentre de Jong ritrova il suo posto in mezzo al campo. Per il resto, stessa formazione che in semifinale aveva eliminato l’Uruguay. Del Bosque conferma invece in toto gli undici della gara di mercoledì scorso contro la Germania: Fernando Torres si accomoda dunque in panchina, con Pedro titolare.

La Spagna parte meglio e dopo soli cinque minuti si rende pericolosa: punizione dalla destra di Xavi, colpo di testa di Sergio Ramos e respinta a pugni uniti di Stekelenburg. Ancora il terzino del Real Madrid protagonista sei minuti più tardi, quando entra in area dalla destra e lascia partire un gran tiro che Heitinga respinge a pochi centimetri dalla linea di porta. Sul corner seguente, palla buona per David Villa che calcia sull’esterno della rete.
Dopo un primo quarto d’ora vibrante la partita si innervosisce. L’arbtro dell’incontro, l’inglese Webb, è costretto ad estrarre il cartellino giallo ben cinque volte nel giro di un quarto d’ora. Da segnalare in particolare un fallo di de Jong su Xabi Alonso che avrebbe meritato il rosso diretto.
Nel finale di tempo arriva la prima vera occasione per l’Olanda. Su azione susseguente ad un calcio piazzato di Sneijder, Robben si impadronisce di un pallone vagante al limite dell’area e calcia rasoterra sul primo palo: Casillas è bravissimo a deviare in corner.

SECONDO TEMPO – La prima occasione della ripresa arriva al 55′, quando Xavi calcia una punizione a lato. Sette minuti più tardi occasionissima per l’Olanda: splendiada palla in verticale di Sneijder per Robben che, solo davanti a Casillas, si vede deviare in corner la conclusione.
La partita diventa più vivace e la Spagna ha due grandi opportunità per il vantaggio. Al 69′ Jesus Navas si incunea dalla destra, crossa rasoterra, Heitinga liscia il pallone ma il tiro di Villa da due passi viene respinto sulla linea. Pochi minuti dopo è Sergio Ramos a fallire di testa, su corner di Xavi, la palla del vantaggio.
Nel finale altra grande palla-gol per Robben, che brucia sullo scatto Puyol ma viene fermato in uscita bassa da Casillas. Dopo 90 minuti la gara è ancora sullo 0-0.

SUPPLEMENTARI - L’extra time inizia con una grande palla gol per Fabregas, che dopo 5′, lanciato da Iniesta, trova il corpo di  Stekelenburg in uscita disperata. Un minuto dopo è Mathijsen ad avere la palla d’oro, ma il suo colpo di testa su corner da destra sorvola la traversa. Il primo tempo supplementare si chiude con destro di Jesus Navas che termina la sua corsa sull’esterno della rete dopo la deviazione di van Bronckhorst.
Il secondo tempo si apre con un episodio chiave: Iniesta si incunea centralmente verso la porta ma viene trattenuto da Heitinga: Webb gli mostra il secondo cartellino giallo e il difensore olandese finisce sotto la doccia. A 4′ dal termine arriva il gol che decide il Mondiale: azione confusa al limite dell’area olandese, Fabregas serve Iniesta che in diagonale trafigge l’incolpevole Stekelenburg.
Vani i tentativi finali degli olandesi, che si buttano disperatamente in avanti negli ultimissimi minuti: la Coppa del Mondo finisce per la prima volta in terra iberica.

Due parole a proposito dell'arbitraggio dell'Inglese Webb che è stato deplorabile dall'inizio alla fine. A parte il fatto che è stato sorpassato dagli avvenimenti, è stato anche determinante sul gol di Iniesta. Infatti, sul calcio di punizione di Sneijder al 115', deviato dalla barriera, l'arbitro e il guardalinee hanno  incredibilmente ignorato il calcio d'angolo, dando una rimessa dal fondo alla Spagna. Svista clamorosa che a permesso agli iberici di segnare proprio su quella rimessa. Si merita un bel 4 in pagella.

 Olanda  0 - 1  Spagna


OLANDA: 1 Stekelenburg 6.5; 2 Van der Wiel 5, 3 Heitinga 5, 4 Mathijsen 6, 5 Van Brocnkhorst 5.5 (14'pts Braafheid ng); 6 Van Bommel 5.5, 8 De Jong 5 (8'pts Van der Vaart 5), 11 Robben 5, 10 Sneijder 5.5, 7 Kuyt 5.5 (25'st Elia 5); 9 Van Persie 4.5. A disp.: Vorm, Boschker, Boulahrouz, Ooijer, De Zeeuw, Schaars, Afellay, Elia, Babel, Huntelaar. All.: Va Marwijck 6

SPAGNA: 1 Casillas 7; 15 Sergio Ramos 6.5, 3 Piquè 6, 5 Puyol 6, 11 Capdevila 6; 8 Xavi 6.5, 6 Iniesta 9, 16 Busquets 5.5, 14 Xabi Alonso 6 (41'st Fabregas 6), 18 Pedro 5.5 (15'st Navas 6); 7 Villa 6 (1'sts Fernando Torres ng). A disp.: Valdes, Reina, Albiol, Marchena, Busquets, Silva, Mata, Arbeloa, Llorente, Navas. All.: Del Bosque 8

MARCATORE: 116' Iniesta
ARBITRO: Webb 4 (Ing)
AMMONITI: Van Persie, Van Bommel, De Jong, Van Bronckhorst, Robben, Van der Wiel, Mathijsen (O), Puyol, Xavi, Sergio Ramos, Capdevila (S)
ESPULSO: 109′ Heitinga (O)


11 luglio 2010

Olanda-Spagna: Torres e Van der Vaart ancora in panchina ?

Sneijder vs Xavi. Chi vincerà la sifa ?

Oggi e’ il grande giorno. E’ in programma stasera a Johannesburg alle ore 20.30 l’inedita finale dei Mondiali Spagna-Olanda. Chi vincera’ entrera’ nell’esclusivo club delle Nazionali che hanno vinto un campionato del mondo, a cui sono “iscritte” Brasile (5), Italia (4), Germania (3), Argentina e Uruguay (2), Inghilterra e Francia (1). Inoltre chi vincera’ sara’ la prima formazione europea a trionfare fuori dal proprio continente.

Il Ct spagnolo Del Bosque dovrebbe rinunciare, almeno in partenza come nella semifinale, a Fernando Torres, e puntare tutto su David Villa prima punta e con la licenza di svariare su tutto il fronte d’attacco, supportato Pedro e Iniesta larghi.

Van Marwijk invece si dovrebbe affidare nuovamente al poker d’assi Kuyt, Robben, Sneijder e Van Persie, lasciando nuovamente in panchina Van der Vaart, pronto a subentrare nel secondo tempo. L’arbitro sara’ l’inglese Webb, che ha diretto la finale di Champions di Madrid tra Inter e Bayern Monaco.

PROBABILI FORMAZIONI:

 (4-2-3-1): Stekelenburg; Boulahrouz, Heitinga, Mathijsen, Gi; Van Bommel, de Zeeuw; Kuyt, Sneijder, Robben; Van Persie. All. Van Marwijk

(4-2-3-1): Casillas; Sergio Ramos, Pique, Puyol, Capdevila; Busquets, Xabi Alonso; Iniesta, Xavi, Pedro; Villa. All. Del Bosque

Arbitro: Webb (Inghilterra)
Ore 20.30 al Soccer City Stadium di Johannesburg


10 luglio 2010

Germania sul podio. Ma ne sbagliera almeno una questo polpo ?

Il polpo Paul non ne sbaglia una. Aveva detto Germania, e Germania è stata: i tedeschi battono l'Uruguay 3 a 2 e conquistano il terzo posto al termine di una delle partite più divertenti del torneo.

Si gioca da subito su ritmi sostenuti e il match  è assai gradevole. Al 3' Muller va in rete, ma il punto è annullato per un precedente fallo ai danni di un difensore uruguayano. La Celeste replica al 7' con Forlán che calcia di poco alto una punizione dal limite. I tedeschi in avvio appaiono più in palla e al 10' vanno per due volte vicini al gol: angolo di Ozil, Friederich interviene di testa e timbra la traversa, poi sulla respinta Muller, sempre di testa, trova l'opposizione di un difensore. La supremazia tedesca si concretizza al 19': botta di Schweinsteiger dalla distanza, respinta difettosa di Muslera sulla quale si avventa Muller che porta in vantaggio i suoi e aggancia lo spagnolo Villa in vetta alla classifica cannonieri. L'Uruguay si affaccia in area avversaria al 25' con Suárez che scodella al centro per Forlán, chiuso in corner da Friederich e Mertesacker. Tre minuti dopo arriva il pari: Pérez ruba palla a Schweinsteiger e trova il corridoio giusto per Cavani, il cui destro rasoterra vanifica l'uscita di Butt. Al 42' l'Uruguay sfiora il vantaggio: Forlán libera Suárez che spreca calciando malamente a lato. Sempre Forlán regala l'ultimo brivido prima dell'intervallo con un calcio d'angolo a effetto che lambisce la traversa e si adagia sul tetto della rete.

Dopo il rientro è ancora Uruguay. Al 48' Forlán e Suárez non trovano la porta da pochi passi; è la prova generale del 2-1, segnato al 51' da Forlán con una strepitosa mezza girata dal limite su invito da destra di Arévalo Ríos. Anche il bomber uruguagio è ora in testa alla classifica marcatori. Cinque minuti e torna l'equilibrio: cross di Boateng, buco pauroso in uscita di Muslera e inzuccata vincente di Jensen. Non ci sono pause: Butt si salva due volte, prima su un festro dalla distanza di Suárez, poi su una conclusione ravvicinata di Forlán. La Germania si rifà viva al 71' con una combinazione fra Schweinsteiger e Cacau conclusa da un destraccio alle stelle della punta dello Stoccarda. Il nuovo entrato Kiessling impegna a fondo Muslera al termine di un'azione personale. Il punto del decisivo 3-2 lo mette a segno all'82' Khedira risolvendo di testa una mischia rocambolesca davanti a Muslera. I tedeschi cercano il quarto gol: un sinistro centrale di Boateng non impensierisce Muslera, poi Kiessling spara alto da posizione invidiabile. Dopo tante occasioni fallite potrebbe arrivare la beffa, ma all'ultimo minuto di recupero Forlán su punizione coglie l'incrocio dei pali. La Germania sale sul gradino più basso del podio per la quarta volta nella sua storia; all'Uruguay resta il quarto posto, risultato comunque lusinghiero.


 Uruguay  2 - 3  Germania


URUGUAY (4-3-3) Muslera; Fucile, Lugano, Godín, Cáceres; Maxi Pereira, Pérez (77' Gargano), Arévalo Ríos; Cavani (89' Abreu), Forlán, Suárez (a disp. Castillo, Silva, Victorino, Egurén, A. Pereira, Lodeiro, González, Scotti, S. Fernández). CT: Tabárez

GERMANIA (4-2-3-1): Butt; J.Boateng, Friedrich, Mertesacker, Aogo; Khedira, Schweinsteiger; Oezil (91' Tasci), Muller, Jansen (81' Kroos); Cacau (73' Kiessling)(a disp. Neuer, Wiese, Lahm, Badstuber, Trochowski, Podolski, Marin, Gómez, Klose). CT: Loew

RETI: 19' Muller (G), 27' Cavani (U), 51' Forlán (U), 56' Jansen (G), 82' Khedira (G)
ARBITRO: Archundía (MEX)
AMMONITI: Aogo, Cacau, Friedrich (G), Pérez (U)


Questa sera Finale 3° posto alle 20.30 a Port Elizabeth


URUGUAY - GERMANIA


Le due sconfitte delle semifinali, da una parta l'Uruguay, che a perso 3 a 2 contro l'Olanda, e dall'altra la Germania che è stata sconfitta per 1 a 0 dalla Spagna, si incontreranno questa sera per la finale di consolazione di questi Mondiali Sudafricani.
L’arbitro della partita sarà Benito ARCHUNDIA (messico). Si giocherà nello stadio di Port Elizabeth (in foto, sotto) come potete notare, proprio di fronte l’Oceano.


La Germania in questo stadio ha già giocato, infatti qui ha consumato la sua unica sconfitta del girone preliminare, contro la Serbia, per un gol a zero.
Anche l’Uruguay ha già giocato a Port Elizabeth, però vincendo contro la Corea del Sud per 2-1 negli ottavi di finale.
Nel Ranking Fifa la Germania occupa la sesta piazza, mentre l’Uruguay è solamente sedicesimo.

Tabárez ritrova Lugano e Suárez, squalificati nella semifinale persa contro l'Olanda. L'ex tecnico di Milan e Cagliari potrebbe decidere di dare spazio a chi finora ha giocato poco come gli attaccanti Abreu, Cavani e Lodeiro.

Qualche acciacco di troppo invece per la formazione tedesca: Klose, Khedira e Lahm sembrano risentire delle fatiche di un torneo intenso e logorante. Dovrebbero farcela a recuperare; in particolare stringerà i denti Miroslav Klose, che segnando potrebbe appaiare o addirittura scavalcare Ronaldo nella classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi in un Campionato del mondo.

ECCO LE PROBABILI FORMAZIONI:

URUGUAY (4-3-3) 1 Muslera; 4 Fucile, 2 Lugano, 3 Godin, 6 Victorino; 16 Maxi Pereira, 15 Perez, 17 Arevalo; 21 S. Fernandez, 10 Forlan, 9 Suarez (a disp. 12 Castillo, 23 Silva, 8 Eguren, 11 A. Pereira, 14 Lodeiro, 5 Gargano, 22 Caceres, 18 Gonzalez, 19 Scotti, 7 Cavani, 13 Abreu). CT: Tabarez

GERMANIA (4-2-3-1): 1 Neuer; 16 Lahm, 3 Friedrich, 17 Mertesacker, 2 Jansen; 6 Khedira, 7 Schweinsteiger; 8 Oezil, 13 Muller, 10 Podolski; 11 Klose (a disp. 12 Wiese, 22 Butt, 4 Aogo, 5 Tasci, , 20 J.Boateng, 18 Kroos, 14 Badstuber, 15 Trochowski, 21 Marin, 9 Kiessling, 23 Gomez). CT: Loew

Arbitro: Archundia (Mex)



8 luglio 2010

Finale Mondiali 2010: Olanda - Spagna

Olanda-Spagna è un match inedito per una finalissima nei Mondiali di calcio.

Quello che si annunciava come un torneo dominato dalle sudamericane, si è rivelato inaspettatamente, ancora una volta come il trionfo del calcio europeo.

Ma mal comune mezzo gaudio: sono stati i Mondiali caratterizzati dalla caduta delle Grandi.

Italia, Francia, Inghilterra, Brasile e Argentina, tutte cadute in malo modo, chi in un vero e proprio precipizio, chi con uno sgambetto, chi con una sorta di suicidio e chi con una clamorosa goleada.

Finale doppiamente inedita: non è mai stato Olanda-Spagna in finale, anche perchè la Spagna in finale, non c'era mai stata.

Olanda solida, Olanda che non molla mai, capace di vincere in rimonta contro il Brasile, trascinata da uno Sneijder protagonista di un’annata da irripetibile stato di grazia.

Spagna formidabile, obiettivamente la più forte del torneo, squadra con una facilità e precisione di palleggio impressionante, che segna poco ma che non subisce (quasi) mai.

Finale incertissima: un pronostico arduo persino per Paul, il polpo indovino.




Olanda - Spagna: 11 luglio alle 20.30 a Johannesburg








La Finale va all'Inglese Webb.

La Fifa ha decretato l’inglese Howard Webb come direttore di gara della finale del Mondiale tra Olanda e Spagna che si giocherà a Johannesburg il prossimo 11 luglio. L’arbitro 39enne ha sbaragliato tutta la concorrenza come da previsione soprattutto quando la Fifa ha deciso di rispedire a casa lo svizzero Busacca, forse l’unico che gli avrebbe potuto togliere  di mano il fischietto della finalissima.
Inoltre gli assistenti saranno i connazionali Darren Cann e Michael Mullarkey mentre il quarto uomo il giapponese Yuichi Nishimura.

Webb può vantare così di aver diretto le gare più importanti del calcio mondiale ed europeo nella stessa stagione considerato che lo scorso maggio ha arbitrato anche la finale di Champions League disputata a Madrid tra Inter e Bayern Monaco.
I più scaramantici, sia da una parte che dall’altra, staranno facendo gli scongiuri: Webb ha già diretto la Spagna al Mondiale in occasione dell’unica sconfitta delle Furie Rosse contro la Svizzera nella prima giornata del Gruppo H mentre gli olandesi hanno un pessimo ricordo dei fischietti inglesi perchè fu proprio un arbitro d’oltremanica, l’inglese Taylor, che diresse la finale di Coppa del Mondo del ‘74 quando la Germania Ovest sconfisse i Tulipani a Monaco di Baviera.


Spagna in finale: Paul il polpo lo aveva pronosticato

Incredibile quello che sta succedendo con i pronostici di questo mondiale 2010. La Spagna batte la Germania in semifinale e vola in finale grazie a un goal di Puyol. La cosa non sorprende affatto i tifosi che in giornata si erano rivolti fiduciosi all’oracolo. Di chi stiamo parlando? Ma del fantastico polpo Paul che non sbaglia un solo risultato. Per chi non lo conoscesse Paul è un polpo capace di azzeccare la squadra che vince la partita. Come fa? E’ davvero semplice: vengono messe nel suo acquario due urne ognuna delle quali ha dentro un mollusco. Su ogni urna c’è la bandiera delle squadre che si sfidano. Paul apre l’urna e mangia il mollusco: sarà quella la squadra a vincere.

E infatti il mitico polpo non ha sbagliato neppure sul pronostico di Germania- Spagna anzi a dirla tutta in questo mondiale 2010 sulle grandi sfide non si è mai sbagliato. I tifosi tedeschi ieri avevano sperato che questa volta il polpo si potesse sbagliare perchè ci tenevano davvero tanto ad arrivare in finale. In fondo la Germania quest’anno avrebbe potuto davvero aspirare a vincere la coppa del mondo e invece deve accontentarsi di un quarto o di un terzo posto. I campioni d’Europa in carica invece punteranno a trionfare in questo modiale sudafricano. Non sarebbe male mettere in bacheca una coppa del mondo dopo aver già vinto nel 2008 un europeo.

Saranno contenti quindi i tifosi spagnoli che oltre a ringraziare Puyol per il goal che ha regalato il pasaggio in finale ringrazieranno il polpo. Ovviamente lo andranno a consultare anche per conoscere il suo pronostico sulla finale di domenica 11 luglio. Spagna- Olanda queste saranno le due squadre che si contenderanno la vittoria finale. La coppa del mondo dopo il trionfo dell’Italia nel 2006 resta quindi di certo nel nostro continente. Sarà infatti una squadra europea a portarsi a casa il titolo.

Aspettiamo con ansia di sapere cosa dirà il nostro oracolo: Spagna o Olanda? Solo il polpo Paul conosce la verità!